Cantori e musicisti

I cantori e i musicisti, che attraverso il canto e la musica rendono gloria a Dio, promuovano la partecipazione dell’intera assemblea e adempiano con adeguata preparazione e competenza il loro prezioso ministero. Le comunità parrocchiali curino con particolare attenzione questo importante servizio, favorendo la presenza e la formazione di persone qualificate in tale compito.

Si promuova con impegno il canto religioso popolare in modo che nei pii e sacri esercizi, come pure nelle stesse azioni liturgiche, secondo le norme stabilite dalle rubriche, possano risuonare le voci dei fedeli

(Sacrosantum Concilium 118).

A parità condizioni, si dia la preferenza al canto gregoriano, in quanto proprio della Liturgia romana. Gli altri generi di musica sacra, specialmente la polifonia, non sono affatto da escludere, purché rispondano allo spirito dell’azione liturgica e favoriscano la partecipazione di tutti i fedeli

(Ordinamento del Messale Romano, nr. 41)

 

È opportuno che vi sia un cantore o maestro di coro per dirigere e sostenere il canto del popolo. Anzi, mancando la schola, è compito del cantore guidare i diversi canti, facendo partecipare il popolo per la parte che gli spetta

(Ordinamento del Messale Romano, nr. 104)

 

Nell’arte di celebrare, un posto di rilievo viene occupato dal canto liturgico. Il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria e integrante della liturgia. Il canto e la musica costituiscono un modo importante di partecipazione attiva al culto. «In quanto elemento liturgico, il canto deve integrarsi nella forma propria della celebrazione. Di conseguenza tutto nel testo, nella melodia, nell’esecuzione, deve corrispondere al senso del mistero celebrato, alle parti del rito e ai tempi liturgici». Pertanto ogni parrocchia:

- dia grande importanza al canto nella celebrazione della Messa, specialmente domenicale e festiva, ponendo attenzione alle diversità e alle possibilità di ciascuna assemblea liturgica;

- abbia cura di promuovere “scholae cantorum” a servizio della partecipazione di tutta l’assemblea e non sostitutive di essa, e ponga attenzione alla formazione degli animatori del canto e della musica;

- valorizzi il repertorio dei canti preparato e opportunamente aggiornato dai competenti uffici di curia, evitando una generica improvvisazione.

(Cost. Sin. cap. V,251)