Coloro che nella Chiesa sono ordinati a servizio del popolo santo di Dio hanno, tra gli altri, il mandato di presiedere le azioni liturgiche. In modo speciale i presbiteri in comunione con il Vescovo, primo liturgo della sua Chiesa, abbiano a cuore il diligente ed appassionato esercizio della presidenza liturgica a servizio del popolo di Dio, ricercando nella celebrazione dei misteri di Cristo l’inesauribile forza per spendersi gioiosamente a favore dei fratelli loro affidati. Il sacerdote, segno di Cristo, è così chiamato a custodire l’unità del gregge del Signore, nella pluralità dei diversi carismi e ministeri. Anche i diaconi, in obbedienza alle peculiarità del loro servizio, si lascino plasmare dalla ricchezza della liturgia per meglio adempiere la loro particolare missione.
La preparazione pratica di ogni celebrazione liturgica si faccia di comune e diligente intesa, secondo il Messale e gli altri libri liturgici, fra tutti coloro che sono interessati rispettivamente alla parte rituale, pastorale e musicale, sotto la direzione del rettore della chiesa e sentito anche il parere dei fedeli per quelle cose che li riguardano direttamente. Al sacerdote che presiede la celebrazione spetta però sempre il diritto di disporre ciò che a lui compete (Ordinamento del Messale Romano, nr. 111)
I ministri ordinati hanno il dovere di apprendere e affinare l’arte del presiedere le assemblee liturgiche, per renderle vere assemblee celebranti, attivamente partecipi e coscienti del mistero che si compie. Necessario strumento di tale formazione è la lettura attenta e meditata dei libro liturgici, coltivando una profonda familiarità e fedeltà al Messale e alle sue premesse (Cost. Sin. cap. V,239)
